cavasso nuovo. Una vetrina a Bruxelles per la cipolla rossa e altre eccellenze della Pedemontana, dalle barbatelle al mosaico: è l’idea lanciata dall’europarlamentare spilimberghese Marco Dreosto al convegno di ieri a Cavasso Nuovo, nel quale è stato presentato “Cipolla rossa di Cavasso Nuovo tra storia, tradizione e gusto”, primo documentario sul prodotto che porta il nome del comune montano nel mondo.

VETRINA INTERNAZIONALE

«L’idea è di dare vita a una vetrina europea per i prodotti locali nell’ambito di un evento da organizzare a Bruxelles – ha detto Dreosto –. Il nostro territorio ha un potenziale sul fronte agroalimentare e artigianale che merita di essere valorizzato al meglio, pure in chiave turistica». Una posizione condivisa dall’assessore regionale a turismo e attività produttive Sergio Bini. «La cipolla rossa è uno dei 13 presidi Slow Food del Fvg e può ben rappresentare una delle tante nicchie enogastronomiche che i turisti ricercano. Il nostro territorio ha sapori ineguagliabili da conservare e promuovere. Anche grazie ai presidi, possiamo mantenere vive storie e tradizioni che hanno caratterizzato la vita in Friuli».

Bini ha sottolineato l’importanza dell’enogastronomia, «tassello fondamentale per la nostra economia, che va sostenuto ed è una forma di turismo culturale, capace di mettere in vetrina non soltanto i prodotti, ma anche processi e territorio in cui si sviluppano». Sulla cipolla rossa ha ricordato che «queste produzioni devono essere valorizzate perché possono offrire interessanti sviluppi economici per i giovani».

Emanuele Zanon, ex sindaco di Cavasso Nuovo e consigliere dell’esecutivo Fedriga, e il presidente del consiglio regionale Piero Mauro Zanin hanno messo in luce che «la Regione è vicina alle piccole realtà che sviluppano prodotti di nicchia. Noi siamo un compendio pure di piccoli paesi e produzioni di alta qualità. La cipolla rossa di Cavasso Nuovo si è fatta conoscere nel panorama agroalimentare italiano e contribuisce a fare del Friuli una regione di eccellenze anche nell’agricoltura».

IL DOCUMENTARIO

Cavasso Nuovo per mesi si è mobilitato per la realizzazione del primo documentario sulla storia della cipolla rossa, girato dal regista medunese Christian Canderan. Un ponte tra passato e presente fatto di interviste in friulano alle memorie storiche del paese, tra aneddoti e curiosità. Un tuffo nei ricordi che hanno fatto commuovere anche il pubblico.

«Un documentario che è nato per raccogliere e conservare la storia di un prodotto tradizionale che, sino agli anni Sessanta, ha rappresentato una preziosa risorsa per il territorio», ha detto Michela Spigolon, la giovane alla guida dell’Associazione produttori cipolla rossa. Le donne partivano con la gerla colma di cipolle che vendevano in piazza a Maniago. Tappa fissa fuori delle chiese la domenica: si facevano affari dopo la messa. Col mulo si spingevano anche sino a Caorle: dormivano ospitate in abitazioni o in stalle.

Quindi i racconti sulle proprietà terapeutiche della cipolla: c’era chi aveva problemi di reni e l’acquistava per usarla come diuretico. «Col terremoto del 1976 la microeconomia orticola stava scomparendo e prendevano piede attività più legate all’edilizia: per non perdere questa produzione – ha aggiunto il vicepresidente del sodalizio Claudio Zambon – i produttori della cipolla rossa di Cavasso Nuovo nel 2010 si sono costituiti in associazione». Oggi il prodotto è un’opportunità da valorizzare in chiave economica, turistica e sociale, come è stato evidenziato da Costantino Cattivello, agronomo di Ersa. –

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Fonte: Messaggero Veneto