Svuotare le vecchie discariche per rifiuti, recuperando spazi e preziosi materiali, si può e anzi è pure conveniente. Ne è certo l’eurodeputato di Identità e Democrazia Marco Dreosto che sul tema ha presentato un’apposita interrogazione alla Commissione. Secondo Dreosto, Bruxelles deve approfondire la questione del landfill mining, un sistema diffuso in varie parti del mondo e grazie al quale è possibile una bonifica alternativa delle discariche ormai sature. Si tratta, di fatto, dell’asportazione di quanto gettato in questi siti nei decenni passati. Speciali protocolli tecnologici garantiscono un’esecuzione degli scavi in costante sicurezza per gli operatori e per le comunità limitrofe, anche sul fronte delle prescrizioni igienico – sanitarie. “Un tempo si era soliti buttare in un’unica soluzione ogni tipologia di scarti – ha spiegato nel proprio documento l’esponente di Identità e Democrazia -. Grazie ad una serie di consolidati know how, appare oggi possibile rimettere nel circuito del riciclo plastiche, metalli, vetro e persino terre rare. L’Unione europea deve quindi incentivare, anche attraverso delle forme di copartenariato, i progetti che vanno in questa direzione”. All’aspetto puramente economico e occupazionale, Dreosto ricorda la possibilità di smaltire in modo maggiormente ecosostenibile i materiali pericolosi che dovessero essere intercettati durante gli interventi di svuotamento. “Si pensi alle pile esauste, in grado di sversare percolato inquinante anche dopo numerosi anni”, ha concluso il parlamentare. Infine la riconversione dei siti una volta occupati dagli stoccaggi e successivamente destinabili ad altri usi meno impattanti.