Marco DREOSTO in the EP in Brussels

 “Una risposta di facciata in cui si richiamano gli obiettivi comuni per un economia circolare ma non si specifica dove e come verranno attuati in concreto gli investimenti infrastrutturali previsti di qui al 2027”. Il deputato di Identità e Democrazia, Marco Dreosto, respinge al mittente i chiarimenti di Bruxelles sul blocco dell’import di rifiuti da parte della Cina. Dreosto ha lanciato l’allarme per le imprese e i consumatori europei, presentando un’apposita interrogazione: dallo scorso 1 gennaio, dopo tre anni e mezzi di sistematiche riduzioni dei volumi ammessi, Pechino non accetta più alcuna tipologia di scarto da Ue e Usa. “Un danno gravissimo, con le ecomafie pronte a smaltire illegalmente enormi quantitativi di materiali e un’Europa incapace di reagire”, ha dichiarato ora l’esponente di Id. “Leggendo le rassicurazioni della Commissione ci si imbatte in un mucchio di frasi di stile e di pura forma, con un invito agli Stati per la transizione ecologica e un non meglio precisato ammodernamento degli impianti  – ha tuonato al proposito Dreosto -. Peccato che ci siano aziende costrette nel frattempo a sospendere ogni attività a causa del blocco cinese. Questi lavoratori esigono risposte immediate, non dichiarazioni di intenti. Cosa se ne fanno questi imprenditori di una “cambiale in bianco” quando, ad esempio, la questione non viene subito affrontata in sede diplomatica? Perché l’Europa non apre un immediato tavolo di confronto con la Cina, battendo i pugni e invocando un maggior rispetto dei reciproci diritti?”.