La crisi è a Roma ma pesa in Europa- La Repubblica – 26 Gen 2021

“Quando si parla di questioni irrisolte ci si riferisce a un tema preciso: il “Recovery plan”, l’ inerzia e i ritardi accumulati nel definire i progetti d’ investimento, l’ agenda delle priorità, la gestione politico-amministrativa dei programmi.” “È ciò che inquieta l’ Europa e mette l’ Italia a rischio di perdere una parte delle risorse (in gran parte prestiti) destinate alla modernizzazione. Cioè a riforme strutturali che richiedono una considerevole prova di maturità dei governi e della classe politica. Proprio ciò che è mancato finora e che ha determinato il collasso dell’ esecutivo. Non è un caso se Romano Prodi, attento a registrare gli umori di Bruxelles, abbia descritto la situazione con toni angosciati nell’ intervista a Repubblica : l’ Italia oggi “fa paura all’ Europa”. E si capisce: non sembra che nei palazzi romani ci si renda conto di quale sia la posta in gioco.”

Bonomi, Recovery incompleto Perso troppo tempo, ora correre – Il Sole 24 Ore – 26 Gen 2021

Nell’articolo il presidente di Confindustria riporta la preoccupazione dell’industria per i ritardi nella stesura del piano nazionale per la ripresa e per le criticità sul metodo. Ricorda che l’Europa chiede obbiettivi congrui e plausibili.

Recovery, l’affondo di Confindustria – Il Corriere della Sera – 26 Gen 2021

Confindustria chiede il coinvolgimento delle parti sociali nella governance del Recovery plan, ma allo stesso tempo attacca il piano italiano perchè non rispetta le linee guida date dalla Commissione europea. Viene fortemente criticata la lentezza del processo, ulteriormente rallentato dalla crisi di governo attuale.

Recovery, Sassoli: L’Italia Non Può Fermarsi – Rete 4 – 25 Gen 2021 

La Commissione europea aggiorna le linee guida per i Piani nazionali per la ripresa, e le nuove regole sembrano essere state fatte su misura per l’Italia, in quanto maggiore beneficiaria dei fondi. “Tra gli aspetti principali messi in evidenza il cosiddetto nodo della Governance, in altri termini viene chiesto di specificare sin da ora chi o quale struttura gestirà Recovery Fund, un’ indicazione che arriva dritta al cuore della crisi di Governo italiana. Proprio sul controllo dei fondi Next Generation il premier Conte ha dovuto fare retromarcia con l’ accusa di eccessivo accentramento di potere. Risultato, del documento inviato da Roma all’ Europa manca ora una definizione precisa della cabina di regia. Viene inoltre ribadita l’ importanza di rispettare le raccomandazioni della commissione agli stati membri per non perdere le risorse, il nostro Paese dovrà mettere in atto riforme della pubblica amministrazione, del lavoro e della giustizia.”

Riforme e revisione dei Recovery Plan: così la task force Ue affiancherà i Paesi – Il Messaggero – 26 Gen 2021 

L’articolo riporta la nascita del TSI,  lo strumento di supporto tecnico per la compilazione dei piani nazionali di ripresa. Si attende l’approvazione del Parlamento europeo per l’inizio delle attività. 

L’avvertimento di Sassoli all’Italia: «Il Recovery Fund non aspetta» – Linkesta.it – 25 Gen 2021 

Il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli scrive sul Messaggero, ricordando che è necessario rispettare tempistiche e indicazioni dell’Europa nella compoilazione del Piano nazionale.  E’ approvata la creazione di un meccanismo di consulenza per aiutare gli stati a realizzare le riforme nell’ambito dei recovery plan nazionali, il TSI.  “Con questa ‘filosofia’, l’Unione europea offre nuove opportunità ai 27 Paesi per rispondere alla crisi. Non solo risorse, ma anche sostegno e consulenza” ha detto Sassoli, che ha ricordato al governo italiano che “il Recovery Fund non aspetta: o parte o non parte”.

Schäuble: fare presto o non si riuscirà a sfruttare i fondi Ue – La Repubblica – 26 Gen 2021 

L’articolo riporta l’intervista del presidente del Bundestag Wolfgang Schäuble, esprime preoccupazioni riguardo il Recovery Fund: “L’Ue ha poteri di intervento limitati sull’uso di quelle somme. Ma se si prova a chiedere più nel dettaglio cosa succederà con quei soldi, può accadere addirittura che scoppino delle crisi di governo, come in Italia”.