Recovery, Draghi dimentica il Cnr: “Il governo ci ascolti” – Il Secolo XIX – 25 Mar 2021

L’articolo riporta la sorpresa che il più grande e importante ente di ricerca del Paese, il Cnr, non sia stato consultato dal governo Draghi per la stesura della bozza italiana del Recovery. L’articolo inoltre riporta come Draghi, “attento fin dal discorso inaugurale al mondo della ricerca per l’impatto che produce […] in tutti i campi scientifici, e impegnato in queste ore a elaborare un nuovo Recovery Plan che dovrà essere molto più dettagliato del precedente, e che dovrà pervenire entro il 30 aprile, se ne stia dimenticando”.

Recovery: Bonomi, ‘non ci sono più scuse per non fare riforme’ – Il Dubbio – 25 Mar 2021

L’articolo riporta le parole del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, riguardo la presentazione del Recovery Plan: “mancano quattro settimane. Il fatto che non sia stato ancora presentato dà la dimensione che forse avevamo ragione sulle tempistiche e sulle modalità con le quali stavamo operando. E’ ovvio che il governo Draghi deve recuperare il tempo perduto. Non è facile, noi abbiamo dato il nostro contributo”.
Ha inoltre affermato che con il Recovery arrivà in Italia una  “mobilità risorse che l’Italia non ha mai visto neanche durante il piano Marshall”, ma “la vera sfida è fare le riforme di cui abbiamo bisogno, come giustizia, fisco, lavoro, Pubblica amministrazione, senza le quali non avremo uno Stato efficiente per affrontare le sfide del futuro. Oggi non ci sono più scuse per non fare le riforme”.

Recovery plan: le regioni Ue chiedono di essere coinvolte – Il Sole 24 Ore – 24 Mar 2021

L’articolo riporta come  a Bruxelles, alla vigilia del Consiglio europeo, l’Alleanza per la coesione sta invitando gli Stati membri a lavorare in armonia con le amministrazioni locali e regionali nell’elaborazione dei piani nazionali per la ripresa.
Viene ricordato che  “gli enti locali e regionali sono stati in prima linea nella crisi sanitaria fin dal suo inizio e svolgeranno un ruolo fondamentale nella realizzazione di una ripresa”. 
Affermano inoltre che “la solidarietà europea significa dimostrare con i fatti che la coesione è un valore fondamentale per l’UE. Invitiamo pertanto tutti gli Stati membri a lavorare in partenariato con gli enti locali e regionali, i partner socioeconomici e la società civile all’elaborazione, l’attuazione e la governance dei piani nazionali per la ripresa che devono essere presentati alla Commissione europea entro la fine di aprile. Sottolineiamo la necessità di rispettare pienamente i principi di partenariato e di governance multilivello e di adottare un approccio basato sul territorio in questo processo”.

Quanti posti di lavoro green verranno creati con la spinta del Recovery plan? – Il Sole 24 Ore – 25 Mar 2021

L’articolo riporta le previsioni di Unioncamere-Anpal riguardo il fabbisogno occupazionale di imprese e pubblica amministrazione. Si stima che tra il 2021 e il 2025 ci saranno fino a 3,9 milioni di nuovi lavoratori, compresi 2,6 milioni da turnover. Grazie al Recovery Fund, e più in generale al Next Generation Ue, l’occupazione in Italia potrebbe crescere più o meno di un milione di unità nei prossimi 5 anni.