Bruxelles promette approfondimenti dopo la segnalazione di Dreosto sui problemi di smaltimento dei sacchetti compostabili

L’Unione Europea sta lavorando ad una generale revisione del proprio piano dei rifiuti e in questa sede saranno studiate le forme di conferimento tecnicamente più adatte alla raccolta della frazione umida. Parola della Commissione Europea, interrogata sul tema della plastica biodegradabile dal deputato di Identità e Democrazia, Marco Dreosto. Quest’ultimo ha portato all’attenzione delle istituzioni comunitarie l’appello dei titolari di numerosi biodigestori e impianti di compostaggio: l’attuale tecnologia consente un trattamento dei rifiuti in soli 50 giorni, ovvero la metà del tempo impiegato dai sacchetti in bioplast a degradarsi. Il risultato è che tali confezioni vanno a finire tra il secco indifferenziato, con danni ambientali e economici. La soluzione sarebbe piuttosto un incentivo all’uso di confezioni di carta. La Commissione ha risposto che al momento non dispone di dati specifici sull’argomento ma garantisce un approfondimento in occasione della revisione sulla direttiva degli imballaggi e di quella quadro sui rifiuti. “Incentivare la plastica compostabile ma provocare problemi alle imprese e allo stesso ecosistema sarebbe due volte assurdo”, ha commentato Dreosto che si è dichiarato soddisfatto per l’impegno assunto da Bruxelles. L’intenzione della Ue è di armonizzare sempre più le legislazioni nazionali in materia di rifiuti ricorrendo a “raccomandazioni e persino a disposizioni obbligatorie a tutela della salute umana e dell’ambiente”.