“Sembra oramai essere una prassi consolidata quella della Commissione europea, la quale, non ponendo specifici veti, avvalla implicitamente l’invasione del mercato UE con generi alimentari di dubbia qualità”. Queste le parole dell’Europarlamentare Marco Dreosto, a seguito della votazione della sessione plenaria tenutasi martedì 26 novembre a Strasburgo. Stavolta è il caso dell’aumento del volume delle importazioni di pollame proveniente dall’Ucraina, che già aveva approfittato di una scappatoia legale, per esportare senza limiti questo prodotto. La negoziazione poco incisiva della Commissione ha poi risolto parzialmente il problema, finendo per promuovere un aumento dei quantitativi importati, a vantaggio dell’Ucraina e a svantaggio delle aziende avicole UE e degli stessi consumatori. Parrebbe infatti, che il pollame ucraino sia già stato fortemente criticato da alcune associazioni di categoria, in quanto non allevato in conformità agli standard europei, ai controlli sanitari e al benessere animale.