“Considero la tutela del consumatore e delle aziende che producono prodotti di qualità, uno dei punti cardine del mio programma politico. Proprio per questo ho deciso di trasmettere alla Commissione europea un’interrogazione, in materia di etichettatura degli alimenti”. Queste le parole dell’Europarlamentare Marco Dreosto, il quale ha deciso di fare chiarezza, addentrandosi in un argomento particolarmente sentito nel settore agro-alimentare. Da una parte i produttori chiedono maggiori garanzie, per non rischiare di essere schiacciati dalle dinamiche di un mercato, spesso senza scrupoli, che finisce per promuovere il binomio prezzo-quantità, magari a discapito della qualità; dall’altra i consumatori, sempre più attenti agli alimenti acquistati.  Per quanto attiene al settore biologico, il regolamento CE n. 834/2007 prevede l’utilizzo delle diciture “Agricoltura UE”, “Agricoltura non UE”, “Agricoltura UE/non UE”, nonché la dicitura ad es. “Agricoltura Italiana”, quando la materia prima agricola sia stata coltivata in Italia. 

Si chiede quindi alla Commissione come tale normativa si relazioni con il Regolamento UE 2018/775, al fine di chiarire come debba essere riportata l’etichettatura dell’ingrediente primario per questa particolare categoria di prodotti.