(Lega – ID): “Situazione critica in molti paesi, l’UE si attivi con adeguate e urgenti soluzioni normative”

Il 29 giugno si è riunito l’intergruppo “Biodiversity, Hunting & Country-Side” per discutere la strada da percorrere in relazione alle problematiche legate alla presenza dei grandi carnivori vissute da diversi paesi europei. L’eurodeputata austriaca Simone Schmiedtbauer ha sottolineato come le istituzioni europee debbano necessariamente prestare attenzione al dolore e alla sofferenza umana e degli animali da allevamento causati dall’espansione dei grandi carnivori, evidenziando, sul tema, il distacco della Commissione europea dalle comunità rurali. Di analoga opinione anche lo spagnolo Raul Muñiz, vicepresidente del Gruppo COPA-COGECA sulle carni ovine e caprine, che ha evidenziato come in Spagna la politica di conservazione del lupo abbia avuto un forte impatto sulla crescita della popolazione, che le soluzioni attuali sono insufficienti e che la pastorizia rischia di sparire in molte aree, così come la biodiversità propria delle aree di pascolo. “Il problema è che le popolazioni animali non aspettano le lungaggini burocratiche di Bruxelles per incrementare il proprio numero e incidere maggiormente in termini di predazione dei capi allevati – evidenzia il vicepresidente dell’intergruppo Marco Dreosto -. La prevenzione con recinzioni e cani da difesa è spesso impraticabile o insufficiente, agli allevatori non interessa ricevere gli indennizzi dell’UE per le opere di prevenzione o il risarcimento dei capi predati, vogliono che i propri animali restino in vita, pena la rinuncia all’allevamento estensivo, pratica peraltro incentivata dalla stessa UE: un paradosso che le istituzioni hanno il dovere di risolvere al più presto, apportando urgenti soluzioni normative che mettano in condizione gli Stati membri di agire adeguatamente”. Sul tema anche il membro dell’intergruppo Massimo Casanova: “Il collega Waitz nel suo intervento ha evidenziato come in Austria potrebbero iniziare ad esserci problemi anche per il settore turistico, lo stesso potrebbe accadere in Italia; anche per questo è importante che le diverse categorie e le comunità che riscontrano problemi legati alla presenza dei grandi carnivori facciano comune istanza nei confronti delle istituzioni competenti, chiedendo soluzioni adeguate”.