In molte zone d’Italia e d’Europa l’interazione tra grandi carnivori e attivitá antropiche sta diventando sempre piú un problema di cattare sociale, che non coinvolge piú solo determinate categorie ma, spesso, intere comunitá. Alla base ci sta il ritorno dei grandi predatori in molte aree in cui manca una memoria storica della specie. Questo vale non solo per gli abitanti dei luoghi, ma anche per gli stessi animali, che colonizzando nuovi territori, dimostrano di non riconoscere piú nella presenza umana un potenziale pericolo da cui stare alla larga. Orsi e soprattutto lupi, sembrano infatti aver perso quella naturale diffidenza nei confronti dell’uomo, testimoniata dalla noncuranza di avvicinarsi, anche in pieno giorno, alle abitazioni e ai ricoveri degli animali domestici. “Un problema di carattere gestionale, che oggi nuoce agli stessi selvatici, spesso vittime di incidenti stradali ma che nemmeno puó diventare appannaggio di pericolose iniziative personali” afferma l’Eurodeputato Marco Dreosto, che assieme ai colleghi Massimo Casanova e Susanna Ceccardi, ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea a sostegno di soluzioni dirette. Al fine di arginare una situazione sempre piú difficile, i parlamentari hanno suggerito l’adozione di un protocollo operativo per interventi in aree sensibili quali centri abitati, aree turistiche ed allevamenti, che possa prevedere lo sparo con munizioni a salve o proiettili di gomma da parte di personale qualificato, anche in considerazione del rigoroso regime di tutela di cui godono i grandi carnivori a livello unionale. Cosí facendo, si potrebbe far acquisire ai predatori una naturale diffidenza, anche a vantaggio della propria tutela, comprendendo che il loro ambiente e le proprie prede si trovano lontano dalle zone abitate.