Half of It, metà dei fondi del Recovery Fund al lavoro femminile. Lo chiediamo all’Europa – Ilfattoquotidiano.it – 30 Dic 2020

L’articolo parla dell’iniziativa Half of It, lanciata dalla MEP tedesca Alexandra Geese (Greens/EFA), che ha chiesto alla Commissione e al Consiglio europei di rispettare la parità tra donne e uomini anche nella distribuzione dei fondi del Next Generation EU.

Conte sfida Renzi “Se si sfila si va in aula Ma sul Recovery ora dobbiamo correre” – La Repubblica – 31 Dic 2020

L’articolo tratta dell’urgenza del Recovery. Interviene anche il commissario Gentiloni, che ne ricorda la fretta e la necessità di essere pronti. “Fare in fretta, perché il rischio di perdere la montagna di miliardi del Recovery plan è reale. Chiudendo un anno terribile per il Paese in conferenza stampa a Villa Madama, Giuseppe Conte indica la priorità: l’ attuazione del piano europeo, con governance e tempi certi, anche grazie a una «clausola di salvaguardia » che eviterà ai progetti di impantanarsi. Per garantire l’ obiettivo, però, il premier deve prima chiudere la verifica di governo e risolvere una volta per tutte la sfida con Matteo Renzi.

Recovery e i dubbi dell’ Europa: L’ allarme lanciato su Repubblica dal commissario europeo Paolo Gentiloni arriva a bersaglio, visto che Conte non nega il rischio di bruciare progetti e risorse a causa della selva burocratica.«Dobbiamo correre», dice. L’ alternativa è una paralisi che rischia di trascinare nel pantano anche il Next generation Eu. «Occorre accelerare la verifica di maggioranza, così da affrontare nei primi giorni di gennaio il dibattito sul Recovery ». Poi, «entro metà febbraio», il documento finale. Manca ancora la struttura che guiderà il piano italiano, però. «Non ho detto che va tutto bene, dobbiamo affrettarci». Mancano soprattutto garanzie nell’ esecuzione dei progetti. «Occorre pensare a una clausola di salvaguardia. Come ha detto Gentiloni, il meccanismo europeo funziona con erogazioni semestrali: se non si rispetta il cronoprogramma sono sospese. O, addirittura, si devono restituire i fondi. Per questo serve un meccanismo che stabilisca cosa succede se si accumulano ritardi e si rischia di perdere le somme». Per raggiungere lo scopo, arriverà un decreto legge.”

Provenzano “Nel piano servono più investimenti per creare lavoro buono” – La Repubblica – 31 Dic 2020

Intervista al ministro del sud e della coesione territoriale, il quale risponde anche delle domande relative al Recovery: “«Non siamo in ritardo con l’Europa, ma con il Paese», dice Peppe Provenzano. Secondo il ministro del Sud e della coesione territoriale, «i partiti hanno esplicitato le loro richieste sul Recovery Plan e questo non può essere vissuto come un intralcio ». Ora però Conte e il governo «hanno il dovere di fare una sintesi da sottoporre al Parlamento. È la più grande occasione da decenni e va discussa con i sindacati, le imprese, le associazioni, le reti di cittadinanza ». La verifica di governo sta rallentando il lavoro sul Recovery? «Credo che governo e maggioranza si trovino davanti a una crisi di missione e che l’ unico modo per ritrovarla sia nel percorso nuovo condiviso con l’ Europa. Fine dell’ austerità e inclusione sociale, sostenibilità e digitalizzazione per cambiare modello produttivo e ridurre i divari , tracciano non solo un orizzonte di sviluppo per l’ Italia, ma ridefiniscono l’ identità di un campo democratico e progressista che negli anni scorsi si era separato dal popolo».”

Renzi e Franceschini, il colloquio (e i bluff) per evitare i rischi di una crisi al buio – Il Corriere della Sera – 31 Dic 2020

“Al bluff di Renzi, Franceschini ha replicato con un altro bluff. Almeno così l’ ha inteso il leader di Iv, visto che le urne – a suo dire – consegnerebbero in un colpo solo al centrodestra il governo, la gestione del Recovery fund e il Quirinale, e non si capirebbe il motivo per cui il Pd sacrificherebbe tutto pur di difendere l’ indifendibile gabinetto Conte. Esaurite le carte sul tavolo, i due sono andati al nocciolo della questione. E appena Renzi ha accennato a una soluzione di compromesso, Franceschini ha replicato senza peli sulla lingua di non fidarsi, perché se il Pd accedesse all’ idea del Conte 3 esporrebbe il fianco: a crisi aperta, infatti, basterebbe che Iv dicesse no a un reincarico del premier uscente per conquistare il banco.”

Le incognite del salto nel buio – La Repubblica – 31 Dic 2020

“Naturalmente quello che accade sul palcoscenico della politica è, come sempre, alquanto diverso dalla realtà dei fatti. Solo per fare un esempio, quando la delegazione di Italia Viva è uscita dall’ incontro con i ministri Gualtieri e Amendola sul Recovery Plan, subito una “velina” renziana ha definito la riunione un disastro, raccontando che c’ era “un abisso” a separare le proposte di Iv da quelle elaborate dal governo. Immaginate la sorpresa di Gualtieri, che per tre ore aveva invece constatato con Boschi e compagni quanto fossero numerosi i punti di convergenza. Sta di fatto che stiamo correndo verso una crisi di governo, la realtà è questa. Lo sanno tutti, anche Conte ormai si è rassegnato. Quello che resta indeterminato è cosa accadrà dopo. Gli scenari sono quattro, ugualmente plausibili. Il meno cruento prevede che, quando Renzi toglierà la fiducia al premier, si andrà a un Conte III per gestire il Recovery Plan con un nuovo esecutivo più politico e lo stesso presidente del Consiglio con la medesima maggioranza.”

“Basta ultimatum Se Italia Viva si sfila vado in Parlamento” – La Stampa – 31 Dic 2020

L’articolo riassume la conferenza stampa di Conte di ieri, in cui ha parlato anche del Recovery: “Conte evoca l’ urgenza, la rapidità, il «non poter più galleggiare». Concetti che tambureggiano più volte nel corso della conferenza stampa di fine anno, a villa Madama. Utili a evitare «imperdonabili ritardi» sul Recovery fund e forse anche a gettare lo sguardo più avanti, oltre le minacce di crisi lanciate da Matteo Renzi. Ma di concessioni, al leader di Italia viva, Conte non ne fa. Lancia invece un avvertimento: «Se verrà meno la fiducia di un partito, andrò in Parlamento». Il piano vaccini e quello del Recovery fund: le due grandi sfide del 2021. E su nessuno dei due, avverte, si possono fare errori.”

Renzi rilancia: ” Andrà a casa E se si salva sarà un’ agonia” – La Stampa – 31 Dic 2020

L’articolo tratta della imminente crisi di governo. “Il leader di Iv dopo aver sentito la conferenza del premier, si persuade che Conte voglia tentare la spallata e farlo saltare in Parlamento. «Per noi – dice – questo esito sarebbe la cosa migliore: se perdiamo in aula, a lui tocca governare con una maggioranza debole, un’ agonia. E noi dall’ opposizione recuperiamo voti. Se vinciamo, lui perde e se ne va a casa». E a quel punto? – gli chiedono peones e dirigenti del suo partitino, col cuore in gola. «Non si va a votare, tranquilli. Nessuno vuole votare, neanche i Dem. A quel punto, o si fa un governo retto da uno del Pd, o arriva Mario Draghi». Renzi non lo ripete, ma sa che al Colle garba assai poco la prospettiva di una maggioranza raccogliticcia che debba reggere l’ urto della pandemia e del Recovery da realizzare.”

Vocabolario 2021 – Il Fatto Quotidiano – 31 Dic 2020

L’articolo riassume alcuni degli avvenimenti principali del 2020 sottoforma di vocabolario: “Ritardi (sul Recovery). A leggere i giornaloni, l’ Italia era in ritardo prim’ ancora che il Recovery Fund fosse deliberato il 20.7.2020. Come sui banchi di scuola, sul Mes, sui vaccini, sulle siringhe, su tutto. Ma dicesi ritardo il tempo trascorso fra il momento in cui un evento si verifica e quello in cui avrebbe dovuto verificarsi. Il Recovery Plan va presentato all’ Ue a febbraio-marzo, fra 2-3 mesi. Si prega dunque di comunicare il ritardo quando il treno arriva, non prima che parta.”

Conte, ultimo avviso a Renzi “Se apri la crisi, si va in Aula” – Il Fatto Quotidiano – 31 Dic 2020

Il Recovery plan sarà decisivo nel nuovo anno: “Quindi a inizio gennaio porterà il documento sul Recovery Fund in Consiglio dei ministri. E se Iv dovesse mostrare pollice verso, il premier sfiderà Renzi a sfiduciarlo davanti al Paese.

“Forse non subito ma in primavera, in un election day con le amministrative” soffiano voci trasversali dai palazzi, secondo cui “prima bisognerà comunque varare il Recovery Plan, con i numeri che si troveranno”.

Ma soprattutto bisognerà essere rapidi: “Dobbiamo accelerare, avremo la riunione finale sul Recovery al massimo agli inizi di gennaio. E a metà febbraio avremo la presentazione finale del documento”.”

«Meglio andare all’ opposizione che accettare questo Recovery» – Il Sole 24 Ore – 31 Dic 2020

Intervista a Matteo Renzi, sugli ultimi avvenimenti e in particolare sul Recovery plan.  “Che cosa c’ è che non va nella bozza di Recovery plan messa a punto dal governo, questione di metodo a parte? Quali sono le priorità per Italia Viva? Il punto vero è che manca una visione del Paese per i prossimi 20 anni. Si tratta di un collage di progetti vecchi senza una visione complessiva.”