BRUXELLES 29 AGOSTO 2020 – “Ci saremmo aspettati una presa di posizione più coraggiosa da parte della Commissione europea contro quegli Stati che hanno danneggiato il turismo italiano, in particolare quello dei litorali dell’Alto Adriatico. Ora da Bruxelles esigiamo che le promesse diventino realtà. Dobbiamo prendere al volo le opportunità della Convenzione sul cosi detto “turismo lento” che verrà lanciata dall’Unione in autunno e che riguarda decine di nostri piccoli Comuni, da quelli alpini collinari alle città d’arte”. Commenta così l’europarlamentare del Gruppo di IDENTITA’ E DEMOCRAZIA, Marco Dreosto, la risposta giuntagli direttamente dal commissario Thierry Breton sull’atteggiamento di alcuni Paesi membri che qualche mese fa istituirono canali privilegiati per le spiagge orientali, tagliando letteralmente fuori quelle italiane.

Dreosto aveva proposto delle sanzioni ma Breton si è limitato a “sollecitare la rimozione dei controlli alle frontiere interne e le restrizioni”. “Circostanza che si è verificata in molte zone dell’Unione già a partire dal 15 giugno”, ha sostenuto l’esponente dell’esecutivo. “Nel momento in cui scatta la revoca delle limitazioni agli spostamenti perché l’epidemia registra delle regressioni nei contagi, tale disposizione andrebbe estesa a tutte le aree europee che presentino la stessa situazione epidemiologica, evitando così discriminazioni e trattamenti non proporzionali”, ha stabilito poi in linea di principio il commissario.

Il deputato di ID non è soddisfatto delle delucidazioni ottenute ma spera che le garanzie per il futuro siano credibili. “Bruxelles ha annunciato una revisione del comparto turistico già a partire dall’autunno, con nuovi programmi di finanziamento oltre a quelli già deliberati in primavera e che riconoscono il settore come uno dei più colpiti dal coronavirus – ha detto Marco Dreosto -. Certamente il Governo nazionale deve fare la propria parte e essere più presente nelle sedi comunitarie. E’ in Europa che si gioca la partita delle nostre imprese turistiche: se non faremo presto, ci saranno altri Stati pronti ad accaparrarsi un posto al sole nella distribuzione dei fondi all’interno dei progetti di sviluppo. L’Italia, dopo il crollo delle visite straniere, non può permettersi un’altra stagione come quella che stiamo archiviando”. Tra le misure approvate rientrano anche i 750 miliardi di euro stanziati per il così detto “Next generation”, un piano di rilancio della società europea nel proprio complesso.