Autotrasporto a rischio per carenza di AdBlue

Dreosto(Lega): «la Commissione Europea deve intervenire al più presto per consentire la ripresa della produzione»

Sull’autotrasporto rischia di abbattersi un’altra tegola, che potrebbe bloccarlo con gravi danni all’economia nazionale: la mancanza in commercio dell’additivo del gasolio AdBlue, una soluzione di urea e acqua che serve ad abbattere le emissioni di ossidi di azoto, indispensabile per fare funzionare i moderni motori Diesel Euro 5 e 6 installati su camion, autobus commerciali leggeri e pure automobili rischia di fermare il movimento di merci e persone perché l’unica azienda italiana che lo produce ha sospeso temporaneamente l’attività in quanto il prezzo delle materie prime (gas metano e urea) salito alle stelle ne hanno reso antieconomica la produzione.

L’allarme nel mondo dell’autotrasporto è al massimo, perché i distributori di carburante sulle strade iniziano ad essere sprovvisti e pure i negozi che vendono l’AdBlue in taniche ne hanno quasi esaurito le scorte. Il problema è che senza l’additivo che viene iniettato a monte del catalizzatore, la centralina elettronica di gestione del motore ne impedisce l’avviamento. E il rischio è che un camion si possa fermare anche durante un viaggio se il serbatoio relativo non viene rabboccato.

Per l’Eurodeputato Marco Dreosto (Lega), che in data odierna ha presentato un’interrogazione ad hoc sull’argomento alla Commissione Europea, assieme ai colleghi Campomenosi, Casanova e Borchia, la situazione è al limite del paradosso “un mezzo con i motori più moderni e ad impatto ambientale quasi nullo non può funzionare e quindi circolare in carenza dell’AdBlue, mentre un mezzo dotato di un motore più vecchio, a standard Euro 4 e inferior, altamente inquinante, può invece continuare a circolare! Oltre al danno la beffa, per le aziende di autotrasporto che hanno investito nel rinnovamento del parco mezzi”.

La Yara di Ravenna, che detiene il 60% del mercato nazionale e unico produttore in Italia, ha sospeso per un mese la produzione di AdBlue. Stessa situazione anche per gli altri produttori europei che hanno rallentato fortemente se non interrotto del tutto la produzione di AdBlue, il cui costo al consumo è raddoppiato da 230-250 euro/tonnellata a quasi 500. Una soglia che non è sufficiente a coprire i costi di produzione.

“Stiamo assistendo ad un altro degli effetti connessi al folle rialzo dei prezzi dei beni energetici, a partire dal gas metano” puntualizza Dreosto, che auspica un intervento di somma urgenza della CE per consentire la ripresa della produzione dell’AdBlue e contrastare la speculazione sui prezzi dell’additivo. “Si tratta di una questione di emergenza pubblica, sia per abbattere l’inquinamento, sia per evitare il blocco della logistica italiana ed europea”.